Alcune poesie e pensieri

29 Gennaio 2019 gianfranco CULTURALetterarioPoesie, pensieri di montagna

di anonimo:

– Chiedimi perché vado in montagna. Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l’unica via è il sentiero.
Chiedimelo.
- Perché?
-
Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l’unico peso è lo zaino. Non c’è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l’altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c’è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C’è il cielo con i suoi umori.
Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte.
Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano.
Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo… è la natura che ti dice: “Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient’altro”.

 

di anonimo:

Magico lo splendore delle nebbie.
Riflettono
l’agitazione della valle
dove fermenta
la discordia
fra gli uomini.

Quassú niente è diverso.
É solo piú alto.
Non c’è serenitá
poiché la vera pace
è racchiusa all’interno
di ognuno di noi.

Chi
con l’animo inquieto
affronta la natura
non troverá la pace.

La natura, i monti
possono solo completare
l’armonia interiore
realizzata da te stesso
con te stesso.

di Edward Whymper :

Noi, che abbiamo l’abitudine di scalare montagne, sappiamo quale superiorità abbiano sulla forza brutale, la volontà di raggiungere uno scopo ben determinato e la perseveranza.
Sappiamo che ogni altezza raggiunta, ogni passo compiuto sono risultato di sforzi pazienti e difficili, che il desiderio non potrebbe sostituire l’azione.
Molte difficoltà sorgeranno, molti ostacoli dovranno essere superati ed evitati, ma per noi volere è potere.
Istruiti a questa rude scuola, torniamo alle nostre quotidiane occupazioni più forti e meglio armati per la lotta della vita e per affrontare gli ostacoli del cammino dell’esistenza.
Siamo resi forti e sereni dal ricordo di doveri compiuti e di vittorie riportate su altri campi di battaglia.

 

di Hans Kammerlander :

La montagna ti appartiene solo quando sei tornato a valle. Prima appartieni tu alla montagna.
La parte più difficile è sempre la discesa non la salita.
Troppi alpinisti non l’hanno capito e non sono mai tornati giù. E’ quando hai raggiunto la vetta che sei più vulnerabile: basta un peggioramento del tempo per non tornare.
La stanchezza è tanta e devi scendere comunque. Come con fatica puoi arrivare in cima, con ancora più fatica devi scendere.
Se la bufera ti avesse sorpreso durante la salita, avresti sempre potuto fermarti e tornare indietro nel pieno delle energie.
La meta è la vetta, ma la vittoria è il ritorno a valle.

 

di Christophe Profit :

La corda che unisce due scalatori è il vero simbolo dell’alpinismo classico, un insieme di sensazioni profonde di intesa, di fiducia, di amicizia.
Il record (l’impresa n.d.r.) non vuol dire un granché senza queste emozioni, che ogni cordata può provare a prescindere dal grado delle difficoltà che si affrontano.

 

di Pat Morrow :

Nel corso della mia lunga carriera alpinistica ho perso molti cari amici. Tutti loro, come me, hanno accettato il fattore rischio come parte integrante del rapporto con la montagna.
Nessuno desiderava la morte ma, se avessero potuto scegliere, avrebbero comunque preferito lasciare questa vita mentre erano impegnati dall’attività che più amavano.

di Pascal Tournaire

Il freddo mi penetra nelle ossa ma io non mi preoccupo perchè non lo sento, sono abbagliato, stregato dalla magia di questo luogo straordinario.
Durante la salita si incontrano enormi statue di ghiaccio continuamente rimodellate, quasi fossero frutto di una creatività delirante.
La follia delle forme i giochi di luce, la lunghezza del cammino, l’altitudine, il silenzio, tutto contribuisce a mettermi in uno stato emotivo esasperato.
Questo universo minerale non è infatti un mondo morto, possiede un linguaggio che mi tocca nel profondo.
Sono solo un microbo su questo gigante…. Non so se è l’intensità dello spettacolo che si apre davanti ai miei occhi o se è l’effetto pericoloso dell’altitudine ma inizio a urlare, la mia gioia esplode……


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by http://wordpress.org/ and http://www.hqpremiumthemes.com/