Chiesa di San Saturnino

21 Ottobre 2015 gianfranco Arte

Chiesa di San Saturnino

Non molti conoscono questo esempio di architettura romanica, che si trova appena fuori Susa a fianco della strada che porta a regione Colfacero, in un luogo che ricorda ancor oggi il misticismo che la circondava essendo dedicata ad un martire della Chiesa.

S. saturnino

Si presume che la chiesa sia stata edificata nel secolo XI sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato alle Dee Matrone e dove pare esistesse già una cappella dedicata al santo uno dei primi martiri cristiani.

Troviamo la chiesa nominata già nel diploma del Vescovo di Torino Cuniberto (1065) col quale essa venne donata – insieme a Santa Maria Maggiore di Susa – alla Prevostura di Oulx.

La chiesa di S. Saturnino non godeva di molta importanza essendo periferica ed officiata pertanto solo saltuariamente.

La chiesa divenne poi un monastero in seguito al testamento rilasciato nel 1231 da un certo Rodolfo Baralis di Susa in base al quale lasciava i terreni che possedeva in regione S. Saturnino alla Congregazione dei Canonici di Oulx, affinché erigesse nella chiesa di S. Saturnino, dipendente dalla Congregazione stessa, un Priorato di almeno tre canonici, con l’obbligo di risiedervi e di officiarla.
Incartamenti posteriori ne confermano la costituzione che comportò varianti costruttive e migliorie che la nuova destinazione comportava.

Tuttavia non pare che abbia mai raggiunto una grande prosperità né una particolare importanza, tanto che nel 1607 la famiglia “patrona” dei Baralis si lagnava per la sua scarsa efficienza.

Soppressa nel 1748 la Prevostura di Oulx – da cui dipendevano i Canonici di S. Maria e di S. Saturnino – anche il Priorato venne soppresso e  gli edifici abbandonati a se stessi decaddero ulteriormente.

La proprietà del complesso passò alla nuova Collegiata di Canonici eretta nel 1748 in S. Giusto di Susa mediante l’unione dei precedenti Canonici Lateranensi con quelli di S. Maria Maggiore e, quando nel 1772 venne fondata la Diocesi, passò ai Canonici del Capitolo della Cattedrale”.

La chiesa, già in decadenza all’inizio del XVIII secolo, nei secoli seguenti venne abbandonata e andò in rovina.

Negli anni ’80 sono stati compiuti lavori di restauro sul campanile; nel 2001 invece il restauro ha riguardato l’interno della chiesa, il pavimento e il tetto.

La chiesa è un esempio di architettura romanica con la facciata arricchita da lesene e archetti pensili ed un bel campanile a pianta quadra slanciato che nei tre piani superiori presenta tre ordini di bifore a crescere in ampiezza con capitelli a stampella.

All’esterno la struttura muraria è ancora ben conservata ed è evidente una maggiore rusticità rispetto ad altre costruzioni coeve che si può spiegare col carattere rurale dell’ambiente cui era destinato.

 

 

 


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