Ex chiesa di S. Maria Maggiore

18 Ottobre 2015 gianfranco Arte

Santa Maria Maggiore

 Pieve S Maria M 

 Pieve_di_Santa_Maria_Maggiore_-_Campanile_(in_primo_piano)

 

La chiesa di Santa Maria Maggiore (pieve battesimale) è un complesso edilizio che si trova in via Martiri della Libertà (ex via Marchesa Adelaide) che fu la più antica chiesa della valle di Susa ed importante centro di coordinamento per la religione cattolica nella valle nel Medioevo tempo in cui apparteneva ai monaci di Sant’Agostino.

Non se ne conosce la data di fondazione ma pare che sia molto antica dei primi secoli dopo Cristo e che sia la trasformazione di una antico tempio pagano dell’antica Roma tesi supportata dal ritrovamento di frammenti di antichi idoli che emersero dal sottosuolo come una piccola ara dedicata a Giove una cui effigie fu trovata murata su una delle pareti del campanile.

La trasformazione da area di culto pagano a culto cristiano si ritiene sia avvenuta nel IV secolo quando i templi pagani cominciarono ad essere demoliti o trasformati in chiese.

Piace pensare che quell’area fosse sacra alle Dee Madri e quindi in era cristiana alla Madre di Dio, Maria.

Un documento dell’anno mille cita con precisione Santa Maria Maggiore ricostruita dopo le distruzioni dei saraceni e ne sottolinea l’importanza evidenziando che essa aveva la giurisdizione spirituale su circa quaranta parrocchie della valle di Susa e da essa dipendeva il Battistero che serviva tutta la zona.

Dopo tanti secoli di centralità nel 1065 la pieve di Santa Maria fu fatta confluire sotto la giurisdizione ecclesiale della prevostura di Oulx cosa mal sopportata dagli agostiniani di Susa tanto che è documentata una zuffa che avvenne il 20 settembre 1604 fra religiosi di Oulx e di Susa con tanto di pugni e randellate.

Dopo alterne vicende politiche e religiose, dopo che nel 1748 era stata creata la diocesi di Pinerolo a cui fu chiamato il superiore della prevostura di Oulx, nel 1749 la chiesa venne sconsacrata e definitivamente chiusa al culto e ridotta poi a insieme di civili abitazioni.

La chiesa è romanica ed era composta da tre navate ed è orientata con abside a est e la facciata ad ovest aderente alle mura romane come anche il campanile che si erge a fianco della facciata.

Della chiesa antica sono ancora visubili gli archetti romanici decorativi sul lato sud e la antica facciata rivolta verso il parco di Augusto. Sul lato nord, in cortile privato, è presente un bel portale marmoreo.

Anticamente oltre alla chiesa e al campanile erano presenti altri edifici fra cui il chiostro poi trasformato in piazza e la casa dei canonici di cui restano solo alcune arcate gotiche del porticato in cattivo stato. Sulla attuale via Martiri della libertà esisteva la domus helemosinaria, casa di ospitalità per i pellegrini, in dipendenza della via francigena del Moncenisio, poi abbattuta.

 

Il campanile della chiesa

campanile Pieve

Il campanile ha base quasi quadrata ed è alto circa 40 metri e si appoggia alle mura romane.

Fregi in mattoni ed archetti ciechi ne evidenziano i piani su cui si aprono prima da monofore poi a seguire da bifore e trifore con infine la cella campanaria sormontata da una cuspide piramidale in lose.

Sulla punta del campanile al posto della croce vi è una forchetta (lunga circa 70 cm.) che dovrebbe essere un antico tridente che si presume appartenesse ad una statua di Nettuno che stava con altri dei pagani nel pantheon segusino e che fu tolto dalle mani del dio dai primi cristiani.

 

 

 

 


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