vie ferrate

16 Ottobre 2015 gianfranco Montagna

Vie Ferrate

 via ferrata1  via ferrata2

Note generali
Le vie ferrate sono percorsi che permettono l’accesso facilitato ed in sicurezza ad una vetta o ad una qualsiasi meta alpinistica tramite la dotazione di mezzi artificiali, quali cavi, catene, ancoraggi fissi di altra natura.

Senza la presenza di queste strutture artificiali la progressione dovrebbe avvenire con l’impiego delle tecniche di arrampicata in cordata o solitaria cosa non alla portata di tutti.

Grazie all’aiuto di mezzi artificiali le ferrate permettono a molti di raggiungere mete che altrimenti non sarebbero alla loro portata.

 Ferrate/alpinismo (affinità e diversità)
Avanzare lungo una ferrata, come per l’alpinismo, consiste nel percorrere situazioni tipicamente a sviluppo verticale, dove una eventuale caduta non si arresta al livello di dove poggiava il piede, ma talvolta ben più in basso con conseguenze anche rovinose.

Progressione
In ferrata si procede in autoassicurazione, ovvero agganciandosi direttamente al cavo di ancoraggio tramite il set da ferrata.
Per la progressione in ferrata non occorrono particolari tecniche, nella maggior parte dei casi ci si avvale del cavo e questo se da un lato aiuta molto l’avanzamento, dall’altro affatica le braccia, per cui è conveniente utilizzare quanto più possibile la spinta dei piedi e delle gambe per la salita. Conviene accertarsi che gli appoggi dei piedi siano sicuri e stabili.
Risulta utile tenere a disposizione un rinvio sull’imbrago in vita, potrebbe servire per attaccarsi al cavo su tratti orizzontali e “lasciarsi andare” sull’imbrago per riposarsi rilassando le braccia dopo qualche tratto faticoso.

Regola di sicurezza:
E’ norma primaria nel tratto di corda compreso fra un infisso e l’altro che proceda una sola persona: infatti in caso di caduta, il suo volo arriverà fino al primo infisso al di sotto della sua posizione sul cavo d’acciaio aumentato della lunghezza del set da ferrata. Per questo motivo è opportuno tenersi fuori dalla portata di un tale volo, perché le conseguenze per chi segue potrebbero essere assai più gravi di chi cade. Quindi soprattutto nei passaggi più impegnativi e con protezioni lunghe, mai trovarsi in due persone sullo stesso tratto di cavo.

Attrezzatura:
la stessa utilizzata per l’arrampicata in stile alpinistico ma con l’avvertenza sostanziale di utilizzare un set da ferrata per assicurarsi al cavo di ancoraggio.

Quindi occorrono:

imbragatura, che permette di distribuire la violenza della caduta su una parte del corpo adatta a sopportarla. Ad essa viene legato il set da ferrata

imbrago

 

set da ferrata:
fissato alla imbragatura e formato da due moschettoni ai capi di due cordini o fettucce che dall’altra parte sono collegati con un elemento dissipatore

 

 

 

set ferrata1      set ferrata2

Infatti sulle ferrate è indispensabile l’utilizzo di un dissipatore, un attrezzo che funziona come una frizione riducendo l’energia in caso di “volo”, evitando traumi alle persone e possibili rotture degli ancoraggi o dei materiali a causa del brusco arresto della caduta; nella pratica alpinistica questa funzione è svolta dalla corda dinamica, infatti il solo kit da ferrata che utilizza spezzoni di corda molto corta, senza il dissipatore non sarebbe in grado di disperdere sufficientemente l’energia di caduta. Inoltre, durante la salita è opportuno ed assai efficace che i moschettoni vengano entrambi agganciati alla fune, e non soltanto uno come spesso accade, poiché ciò potrebbe rendere nullo l’intervento del dissipatore

Perchè due moschettoni? perchè il cavo a cui ci si ancora è fissato alla parete con rimandi che opportunamente intervallati impediscono al moschettone di passare oltre; è quindi necessario sganciarsi dal cavo e riagganciarsi subito dopo il rimando: con i due moschettoni, sganciandone uno, si rimane sempre agganciati con l’altro.

 guanti
sono un accessorio indispensabile utile su quelle vie ferrate ove il contatto con gli infissi è continuo ed obbligatorio. Proteggono da piccole abrasioni determinate da cavi sfilacciati od attrezzature mal sagomate ed aiutano nel caso di cavo bagnato.

guanti ferrata

In commercio ne esistono di specifici per ferrata,. Ma possono andare bene anche quelli in pelle da lavoro tagliando le estremità dei ditali in modo da lasciar libere le prime falangi. Possono andare bene anche i modelli più robusti dei guanti da ciclista

casco
è un accessorio assolutamente indispensabile per la sicurezza che va usato sempre!

casco
ripara sia dalla caduta di sassi che possono anche essere mossi dalle persone che ci precedono, ma anche da eventuali colpi accidentali non infrequenti nei tratti più impervi quali spuntoni, camini, gallerie, canaloni …

Attualmente ve ne sono in commercio di molto leggeri ed ergonomici, pratici da usare e comodi.

Calzature
E’ opportuno dotarsi di calzature adatte, specificatamente più robuste e di qualità rispetto a quelle necessarie per percorrere i più tranquilli sentieri turistici, generalmente un buon paio di scarponcini con suola di gomma (o vibram) intagliata e punta liscia per “sentire” la presenza di appoggi sicuri e reggere il confronto con la roccia e con i gradini in ferro senza esagerare con la rigidità per non pregiudicare la sensibilità e senza dimenticare che esiste anche la discesa solitamente su ripidi sentieri.

 Alcuni consigli
E’ opportuno e consigliabile approfittare di ferrate brevi e facili “divertendosi” ad avanzare utilizzando il cavo esclusivamente per l’autoassicurazione usando le mani per cercare le prese migliori sulla roccia.

Utilizzare sempre entrambi i moschettoni.

Dopo una caduta è preferibile (indispensabile se la caduta è di una certa entità) sostituire l’intero set da ferrata.

E’ comunque importante controllare l’intero equipaggiamento dopo ogni escursione.

Pericoli oggettivi
Uno dei pericoli più frequenti nelle ferrate è la caduta di sassi provocati dagli stessi escursionisti o per cause naturali. Durante una scarica di sassi bisognerebbe mantenere i nervi saldi, cercare di seguirne il più possibile la traiettoria tentando di evitarli nel limite del possibile; appoggiare il viso alla roccia sfruttando ogni minimo riparo per il capo; un riparo di fortuna può essere offerto dallo zaino opportunamente posizionato sopra la testa.

Quando si procede in zone friabili, bisogna tenersi raggruppati lontano dalle traiettorie di caduta ed aspettare che chi ci precede abbandoni il luogo considerato a rischio.

Sia che lo si smuova direttamente, sia che lo si veda arrivare, avvisare sempre dell’arrivo di un sasso!

Il temporale è un fenomeno atmosferico accompagnato talvolta da vento, pioggia, grandine e fulmini, che spesso si verifica in condizioni di marcata instabilità, mentre il fulmine altro non è che una scarica elettrica di grandi dimensioni che si instaura fra due corpi (in montagna nuvole e roccia) con una grande differenza di potenziale elettrico.
Creste, camini, canaloni e cime rocciose sono ugualmente pericolosi in caso di maltempo, però essere aggrappati ad una fune metallica quando cadono i fulmini equivale ad avere il parafulmine in mano: si impone l’immediato allontanamento.
Tuttavia la cosa più saggia è prestare attenzione all’evoluzione del tempo ancor prima di partire e nel dubbio, rinunciare in partenza.

Funi bagnate, neve, nebbia, vertigine, scarso allenamento, mancanza di esperienza, possono creare problemi su qualunque sentiero. Lungo le ferrate può essere necessaria forza di braccia soprattutto se abituati ad aiutarsi con la fune d’acciaio. E’ importantissimo percorrere sentieri difficili solo dopo aver fatto sufficiente esperienza su quelli più facili ed è buona norma non avventurarsi mai soli in questa attività.

Anomalie alle attrezzature
Qualunque tipo di anomalia delle attrezzature delle ferrate va segnalata a chi segue e nel caso di una interruzione improvvisa del cavo, sia per cause accidentali, che per sabotaggio o altro, conviene valutare bene se è il caso di proseguire.

Pericoli soggettivi

Se i pericoli oggettivi sono legati al verificarsi di elementi naturali o ambientali, i pericoli soggettivi sono invece legati a elementi o attitudini personali, sia per impreparazione tecnica, fisica, atletica, sia per semplice disattenzione, sia anche per l’incapacità nel valutare correttamente i pericoli oggettivi.
Allenamento ed efficienza fisica sono importanti per affrontare la montagna con tranquillità, diversamente, al primo imprevisto si rischia di compromettere l’escursione oltre che mettere in pericolo la propria e l’altrui incolumità.
L’efficienza fisica inoltre consente di sopportare meglio l’inclemenza del tempo e mantenere calma e lucidità anche nei momenti più difficili.

Mancanza di tecnica e di esperienza sono pericoli soggettivi, perché impegnano l’alpinista più del necessario anche su modeste difficoltà, che si possono trasformare in incidenti anche gravi.
L’inesperienza, una non adeguata preparazione teorica, impediscono una valutazione serena delle difficoltà e dei pericoli.

L’equipaggiamento non adatto o non idoneo non consente di procedere con sicurezza e può essere causa di incidenti.
Anche l’abitudine generale di tirare tardi la sera ha portato alla consuetudine a partire tardi la mattina. Partire assonnati e magari stanchi, aumenta i pericoli.

 Consigli
In situazioni di inevitabile pericolo è fondamentale l’esperienza alpinistica di almeno un componente della compagnia, che attrezzato di corda può con opportune manovre di assicurazione, trarre d’impaccio da situazioni imbarazzanti o pericolose.

Valgono infine tutte le considerazioni tipiche relative alle problematiche legate alla frequentazione di un ambiente dalle caratteristiche estreme. E’ un ambiente che và sempre trattato con rispetto e riguardo.
Le disgrazie a volte sono dovute al nostro approccio che difetta di qualcosa. Spesso è nostra impreparazione, errata valutazione, sufficienza, approssimazione, sbadataggine, voglia di strafare …

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by http://wordpress.org/ and http://www.hqpremiumthemes.com/