Cattedrale di S. Giusto di Susa

15 Giugno 2015 gianfranco Arte

Cattedrale di San Giusto a Susa
(notizie ricavate da fonti varie)

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La cattedrale di S. Giusto di Susa è sede vescovile della diocesi omonima. Sorge nel centro storico della città fra la piazza Savoia e la piazza S. Giusto.

Essa fu costruita verso il 1020 e consacrata nel 1027 da Olderico Manfredi marchese di Torino e Susa nel luogo dove sorgeva una antica chiesa paleo cristiana nei pressi della porta orientale delle antiche mura romane.

Alla chiesa fu affiancata nel 1029 un monastero abbaziale benedettino che fu completato solo nel 1035.

I monaci benedettini rimasero a S. Giusto fino al 1581 quando il papa Gregorio li trasferì alla Chiusa di S.Michele sostituendoli con i canonici agostiniani lateranensi.

Quando nel 1749 furono soppresse in Susa le chiese di S. Maria Maggiore con il relativo priorato e di S. Paolo i canonici di S.Maria si trasferirono, con i relativi beni mobili ed immobili, all’abbazia di S. Giusto che divenne collegiata secolare.

Nel 1772 Susa divenne sede vescovile e la chiesa venne elevata a cattedrale.

Nel secolo XII la chiesa fu ampliata con interessamento della facciata che fu avanzata fino alla cinta muraria incorporando una delle torri romane della porta muraria, detta Porta Savoia o del Paradiso, mentre nel XIV secolo fu ricostruita in forme gotiche l’area absidale che versava in pessimo stato durante un periodo di decadenza economica dell’ente. Nel XV secolo furono realizzate le guglie gotiche e il coronamento in cotto del campanile e dei pinnacoli della facciata.

Nei secoli XVII e XVIII ci fu un ulteriore restauro con l’aggiunta di decorazioni in stile barocco che furono poi rimosse nel corso dei restauri del XIX secolo che restituirono alla chiesa la facies neogotica che rappresenta la decorazione attuale dell’edificio.

Esterno della chiesa
La facciata interamente intonacata di bianco è rivolta ad ovest e ha un profilo a capanna, caratterizzato da un portale lapideo di semplice fattura e da pinnacoli e archetti pensili in laterizio sulla sommità. Il fronte sud della Cattedrale è connotato dalla presenza dell’imponente torre campanaria, coeva alla prima campagna di costruzione dell’edificio. Su questo lato si aprono altre due porte di accesso.

Il campanile in stile romanico, costruito in pietra nel XI secolo con aggiunte del XV sec. (cuspide e guglie gotiche) e del XVIII sec. (basamento di rinforzo), è alto 51 metri e presenta un lato di 11,20 m. alla base prismatica .

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Imponente è uno dei più belli d’Italia e il più alto della valle.

Esso presenta, sulle quattro facciate, sei ordini: i tre inferiori con monofore, i tre superiori con, a salire, bifore, trifore e quadrifore. Il locale al piano terra del campanile presenta affreschi del secolo XI.

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All’esterno della chiesa sono presenti alcuni cicli affrescati risalenti ai secoli XII-XV: in una lunetta, sfalsata rispetto all’attuale porta laterale, si trova la Crocifissione, mentre sul portale del muro adiacente campeggia lo stemma del cardinale d’Estouteville.

Sulla porta d’ingresso posta sulla facciata sud è raffigurata l’entrata di Cristo a Gerusalemme, mentre in corrispondenza del grande arco adiacente sono stati recuperati frammenti raffiguranti scene della Vita di San Mauro e figure di profeti.

Sulla destra della cattedrale vi è la porta Savoia porta romana del IV secolo con due torri circolari.

Interno della chiesa
L’interno della cattedrale è in stile neoromanico.

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L’edificio si sviluppa secondo un impianto a tre navate, di cinque campate ciascuna, coperte da volte a crociera e separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri. La navata centrale si conclude in un’abside semicircolare; quelle laterali si concludono in due cappelle. Altre cappelle si aprono lungo le navate, sei su quella di sinistra e una su quella di destra.

L’area presbiteriale risulta sopraelevata di alcuni gradini e al di sotto di essa vi è la piccola cripta dei vescovi.

Sempre nell’area presbiteriale si colloca il coro, un esemplare rarissimo dell’arte dell’intaglio ligneo trecentesco, costituito da 18 stalli maggiori addossati all’abside e da parte degli stalli minori originari (alcuni sono stati adattati ad inginocchiatoio).

Esso presenta sul frontone il tema della caccia mistica, rappresentazione derivata dai bestiari medievali, chiusa all’estremità da un cacciatore e da un angelo che suonano il corno e presenta una fuga di animali, ai quali si frappone una moltitudine di piccole figure mostruose a raffigurare un’allegoria simbolica del discernimento tra il bene e il male.

A ridosso del lato meridionale del transetto si colloca il Battistero, nel quale si trovano un crocifisso ligneo cinquecentesco e la grande vasca battesimale ottagonale risalente al XII secolo, scavata in un solo blocco di marmo verde di Cesana.

Sul lato settentrionale del transetto si collocano invece la sacrestia e la sala capitolare, normalmente non visitabili; quest’ultima in particolare conserva l’altare marmoreo del XII secolo, firmato da Pietro da Lione.

Sono numerose le testimonianze d’arte presenti nella Cattedrale: data al tardo ‘400 il Trittico della Madonna col Bambino e i SS. Ugo di Lincoln e di Grenoble posta sull’altare delle reliquie e la grande pala con Storie di San Nicola custodita in sacrestia.

Tra i prestigiosi arredi barocchi si citano la pala di Sant’Anna, opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, la pala dell’Immacolata Concezione attribuita ad Antonio Maria Viani, le statue dei SS. Pietro e Paolo alla Cappella della Crocifissione (1710) assegnate a Etienne Fodéré. Addossata alla parete della navata meridionale è inoltre da segnalare la statua lignea della Maddalena, che la tradizione locale ha identificato per lungo tempo con la contessa Adelaide di Susa.

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l’organo a canne, costruito nel 1890 da Carlo Vegezzi Bossi e restaurato e ampliato da Francesco Vegezzi Bossi nel 1934.

Lo strumento è racchiuso all’interno di una cassa lignea dipinta in stile barocco, con mostra composta da tre cuspidi, ognuna entro un proprio campo, di canne di Principale con bocche a mitria allineate orizzontalmente. La consolle, situata in cantoria e rivolta verso la navata, ha due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera concava di 27 note. La trasmissione è integralmente pneumatica tubolare

Presso il Museo Diocesano di Arte Sacra è esposto il Tesoro della Cattedrale di San Giusto, di cui fanno parte un cofanetto reliquiario di manifattura barbarica (VII secolo), i picchiotti dell’antico portale della Cattedrale (1130 circa), il Trittico del Rocciamelone (1358) e la croce processionale di Johannes Bos (1360 circa).

Per quanto descritto la cattedrale di Susa merita di essere visitata ed ammirata poichè essa con la sua imponenza e il suo carico di storia e di suggestione spirituale rappresenta un autentico gioiello incastonato in una zona di pregio e di rimenbranze storiche fra la piazza Savoia e i palazzi antichi della piazza S.Giusto.

 

 

 


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