Rocciamelone partendo a piedi da Susa

2 Marzo 2014 gianfranco camminate eseguite

Susa-Rocciamelone 3538m

Giorno 30 giugno 2006

Località di partenza: Monpantero Santuario Di N.S. del Rocciamelone  quota 500m circa

Dislivello: 3000m circa

Tempo di salita  ore  6,50  circa

Segnavia EPT ,

Cartografia

Il giorno di salita è stato scelto in modo che sia compatibile con il lavoro e con le previsioni del tempo in modo da poter avere una giornata bella e calda che consenta di avere un equipaggiamento ridotto al minimo.

Abbigliamento quindi per l’occasione leggero : scarpe da ginnastica , pantaloncini, maglietta e zainetto piccolissimo con solo tuta e kway brioche e borraccia.

Parcheggiato auto davanti alla chiesa di Monpantero. Partito alle 5,10 appena si vede il sentiero che parte di fianco alla chiesa e poco più avanti prosegue in salita leggera verso dx . Fa molto caldo nonostante l’ora si respira male e si suda molto perdendo energie preziose vista la lunghezza del percorso.

Proseguo comunque bene ed alle 7,10 circa sono al  Trucco dove mangio qualcosa bevo alla fontana facendo rifornimento d’acqua e proseguo per il sentiero in mezzo ai larici.

 Arrivo alle margherie superiori e dopo un breve pezzo di strada sterrata salgo con il sentiero verso la fontana posta sopra La riposa dove arrivo verso le 8,20 recuperandola dopo essere ridisceso per qualche decina di metri essendo andato oltre. Riempio la borraccia e riprendo il cammino mentre con piacere vedo altre persone che stanno salendo.  Comincio a sentire un po’ la fatica e devo fermarmi 5 minuti a quota 2600 per rifiatare e rifocillarmi un minimo. Riprendo con qualche piccolo crampo che impiega parecchio a scomparire e con fatica arrivo a Cà d’Asti . Sono le 9,40 circa.  Altra breve sosta  ristoratrice con piccola colazione sulle panche esterne del rifugio mentre verifico che il gestore sta  aprendo ufficialmente il rifugio per la stagione estiva. Verso le 10 riprendo il cammino verso la vetta.  Faccio molta fatica ma mi impongo un ritmo minimo e continuo. La  croce di ferro lassù sembra irrangiungibile ma con metodo proseguo con brevissime soste per rifiatare.  Arrivo alla croce di ferro verso le 11. Altro breve riposo con piccola colazione e poi riparto. Temo di non farcela perché sono molto stanco e la salita diventa difficile ma sempre con ritmo minimo e soste di rifiato riesco ad arrivare in cima verso le 11,30.

In cima non c’è nessuno, in questo tratto  ho incontrato alcune persone che stavano già scendendo visto che in cima il sole è sparito dietro le solite nubi basse. Mi rifocillo un minimo e poi faccio due telefonate.  Dò uno sguardo al ghiacciaio intravisto fra le nubi trovandolo ancora consistente  e poi decido di scendere visto che sta rinfrescando. Sono circa le 12. Mentre  scendo incontro alcune persone che stanno salendo; prima delle 13 sono a Cà d’Asti dove riesco a farmi fare una pastasciutta che mi rimette in sesto per l’ulteriore discesa. In attesa della pastasciutta scambio delle parole con il gestore. Verso le 13,30 riprendo a scendere; arrivo velocemente alla fontana della Riposa e poi proseguo tagliando sotto la margheria   dove però sbaglio tragitto tenendomi troppo basso per cui poi nel fitto di un bosco ripido devo risalire per riuscire ad arrivare alle case del Trucco dove arrivo verso le 15,15.  Piccolo rifornimento di acqua e poi di nuovo in discesa sul sentiero pietroso ed assolato facendo attenzione alle vipere. Le gambe fanno fatica ad ammortizzare e devo fare qualche brevissima sosta per dissetarmi e rompere il ritmo ma alla fine verso le ore 16,30 arrivo alla macchina.

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Susa- Rocciamelone

Giorno: 26 Agosto 2000

Località di partenza: Monpantero 500m circa

Dislivello: 3000m circa

Tempo di salita ore 6,50 circa

Ascensione pensata da inizio estate e mai realizzata per mancanza di allenamento o per tempo incerto nonché per paura di conseguenze fisiche.

La settimana dal 21 agosto che regala un tempo caldo, soleggiato e stabile sembra quella giusta ma i lavori di ampliamento del vano ante garage di casa al Frais mi costringono a casa per assistere i muratori fino a tutto venerdì. La forzata fermata mi permette di recuperare dal mal di gambe frutto della salita della domenica alla Ciantiplagna effettuata con Davide in sole 2,30 ore.

Nella notte di venerdì mi sveglio, per motivi idraulici attorno alle 3,50 e quasi subito penso che è l’occasione per andare al Roccia partendo a piedi da Susa con condizioni climatiche favorevoli per tutta la giornata cosa che mi permette di muovermi con equipaggiamento leggero. Le previsioni davano infatti un cambiamento del tempo dalla serata.

Mi vesto, faccio piccola colazione, prendo lo zainetto leggero con solo magliette, giacca tuta, panini, borraccia (vuota), 2 bustine di enervit, berretto sole, telefonino, portafoglio, crema solare.

Addosso scarponcini leggeri, calze cotone (importante), pantaloncini corti, maglietta e canottiera.

Scendo in auto fino a Susa e poi a Monpantero dove parcheggio l’auto davanti alla chiesa del Rocciamelone. Sono le 4,50. Scendo dall’auto e mentre mi preparo a partire guardo verso la montagna . Mi accorgo che, in contrasto con il chiarore dei lampioni, il buio è totale e mi rendo conto di non essere in grado di trovare il sentiero senza l’ausilio di una pila. Rimpiango di non avere preso quella bella militarizzata lasciata al Frais ritendola troppo pesante. Nel cassetto dell’auto trovo la pila tascabile quasi scarica ma ancora utile. Con il suo flebile chiarore dopo un paio di tentavi trovo l’inizio del sentiero ed inizio a salire con circospezione per la paura di inciampare. Mi riscaldo subito, complice l’afa di questo caldo agosto, e nonostante l’ora mattutina mi metto in canottiera non osando restare a torso nudo.

Al mio passare sento fruscii e movimenti e qualche svolazzare di uccelli. Ciò non mi infastidisce, anzi mi cala ancora più nella parte e con calma proseguo. Spero solo che nell’attraversamento di alcune località abitate non vi siano cani liberi che potrebbero procurare guai.

Per fortuna non ne trovo ma i guai vengono dal fatto che in questi attraversamenti perdo ripetutamente il sentiero che solo casualmente ritrovo con poco peregrinare ogni volta. Solo in una occasione sono costretto a tornare decisamente indietro per ritrovarlo.

La luce della pila, se pur flebile, si rivela sufficiente nei tratti non inquinati da luci ma inadatta dove la presenza di luci inganna la vista.

Attendo con ansia le prime luci del giorno che mi daranno la sicurezza del tracciato e dei movimenti. Verso le sei si inizia a vedere i contorni delle cose anche se la pila rimane indispensabile. Dopo circa un quarto d’ora posso spegnere a tratti la pila utile solo più nei tratti boscosi. Proseguo molto più spedito tanto che ai primi 400 metri di dislivello superati nella prima ora aggiungo i 600 della seconda che mi portano all’erta finale, fra pini anneriti dal fuoco, che porta al Trucco dove giungo verso le 7. Qui faccio una brevissima sosta per riempire la borraccia di acqua ed enervit e mangiare 2 fettine di focaccia.

Cerco anche di telefonare a Paolo che ha in programma una gita ma non ci riesco per mancanza di segnale.

Proseguo decidendo di seguire la strada sterrata che porta alla Riposa ma ritenedola troppo lunga decido di tagliare lungo la ripida sponda erbosa alla sua sx. Mi accorgo troppo tardi che l’erba è alta e impedisce il passo costringendo a fatica supplementare le articolazioni delle gambe. Fra scivoloni e appoggi sulle punte salgo appoggiando gradatamente a dx fino a prendere il sentiero che sale dalla Riposa proprio all’altezza dei muretti.

Proseguo ormai affaticato e arrivo a Cà D’Asti alle 9,45 circa.

C’è molta gente che si riposa e molta che sale.

Mangio un’altra fetta di focaccia, compro dell’acqua in rifugio con la quale riempio la borraccia. Offro l’acqua che mi avanza ad un ragazzo e una donna seduti sulla mia stessa panca accanto al rifugio.Parlando brevemente con loro scopro che la signora è la stessa conosciuta almeno 15 anni prima in una altra salita totale al Rocciamelone. La coincidenza è singolare e la trovo beneaugurante.

Mi rimetto in cammino con loro verso le 10 ma li devo quasi subito lasciare andare poiché essendo partiti solo dalla Riposa sono più veloci di me. Salgo con passo regolare vincendo la fatica che comincia a farsi sentire. Mi rincuora il fatto che tengo il passo di altri numerosi salitori sopravanzandone anche alcuni. Avanzo senza fermarmi fino alla Croce di ferro dove mi riposo un attimo per bere e poi proseguo piano fermandomi in alcuni punti per lasciare il passo a chi scende e per riprendere brevemente fiato.

Arrivo così alle corde fisse dove faccio l’ultimo sforzo che mi consente di arrivare in cima alle 11,25 circa. La cima pullula di persone sedute dappertutto. Trovo un angolino dove mettere lo zainetto e poi firmo il registro e visito la statua della Madonna.  Provo a telefonare ma manca segnale.

La giornata si mantiene bellissima e pur essendoci una leggera foschia dovuta al caldo si vede dappertutto. Il ghiacciaio del Roccia è ridotto e le acque di fusione hanno formato un grande lago prima inesistente.

Torno allo zaino mangio qualcosa per riprendere le forze e poi verso le 12 ridiscendo.

Scendo senza problemi poiché le gambe, contrariamente a quanto temevo, tengono piuttosto bene. A Cà D’Asti mi fermo giusto il tempo per provare a telefonare sempre con esito negativo e per mettermi a torso nudo. Ridiscendo agile fino alla Riposa affiancando nell’ultimo tratto i due della Riposa con i quali scambio alcune parole. Prima delle auto li saluto poiché taglio a dx diritto verso il Trucco. Sono le 13,30. Raggiungo la strada che porta alla base della teleferica e qui mi offrono un passaggio in auto che accetto per salvare i piedi.

Un’ora circa dopo sono a Susa alla macchina.


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